BIORIGENERA: verso il Pollo Biorigenerativo delle Marche

Un modello produttivo che riduce l’impatto ambientale, rigenera il suolo, migliora il benessere animale e la qualità della carne

Il settore avicolo sta vivendo una profonda trasformazione. I consumatori, sempre più attenti non solo alle garanzie del biologico ma anche alla salute della terra, richiedono filiere trasparenti e capaci di restituire valore all’ecosistema.

In questo scenario nasce il progetto “Il pollo biorigenerativo delle Marche: un nuovo modello produttivo rispettoso dell’ambiente e della biodiversità animale e vegetale” (BIORIGENERA), finanziato dalla sottomisura 16.2 (bando PIF AGRO 2022 del PSR Marche 2014/2022). L’iniziativa vede la cooperazione tra la Soc. Agr. Biologica Fileni, Società agricola Fileni e Arca Srl Benefit, con il supporto esterno dell’Università degli Studi di Perugia.

Andare oltre il biologico: un modello basato sulla rigenerazione

Il cuore dell’innovazione risiede nel superamento dei requisiti minimi del biologico convenzionale. Il progetto non si limita a evitare prodotti di sintesi, ma punta a un’azione “rigenerativa” sul territorio basandosi su tre pilastri interconnessi:

  • Salute del suolo e filiere locali: Le razioni alimentari destinate agli animali integrano materie prime coltivate secondo il Disciplinare ORSS® (Organic Regenerative agri-Soil System) di Arca Srl Benefit. Ciò significa prediligere colture che proteggono la struttura del terreno – come la minima lavorazione e le colture di copertura (cover crops) – e favorire la biodiversità vegetale, riducendo la dipendenza da input esterni grazie all’uso di leguminose locali (come il favino).
  • Benessere e comportamento animale: L’allevamento impiega razze a lento accrescimento gestite con ampio accesso a parchetti esterni inerbiti. Le osservazioni sul campo confermano come la combinazione tra spazi all’aperto e diete bilanciate stimoli l’attività naturale del pollo (l’esplorazione e il pascolamento spontaneo dell’erba), mantenendo eccellenti condizioni di salute del piumaggio e di benessere generale.
  • Valutazione dell’impatto ambientale (LCA): L’Università di Perugia applica la metodologia scientifica del Life Cycle Assessment (LCA) per analizzare l’impronta ecologica dell’intero ciclo – dalla coltivazione dei campi fino alla fase di allevamento. Le prime evidenze confermano che una gestione integrata del suolo si riflette positivamente sull’efficienza complessiva delle risorse e sulla sostenibilità ambientale dell’intera filiera.

Un percorso in evoluzione

I primi rilievi confermano che unire la salute della terra al benessere dell’animale è la strada corretta per offrire un prodotto genuino e ad alto valore ecologico. Le informazioni raccolte durante queste prime fasi sperimentali serviranno a perfezionare le tecniche di pascolamento e la gestione agronomica per la seconda fase di prova.

Il progetto BIORIGENERA si concluderà a settembre 2026 con la pubblicazione di una brochure divulgativa finale che raccoglierà i risultati definitivi e le linee guida del modello.



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