L’anno del Rinascimento

Il 2020 ha le ore contate, ma per parecchio tempo ci si ricorderà di lui.

Verrà ricordato, oltre che per il “virale” Covid 19, anche come l’anno del cinquecentenario della morte di un grande genio del Rinascimento: Raffaello.

Entrambi gli eventi hanno riacceso l’attenzione sulla necessità di un nuovo passo epocale nella storia dell’umanità: un nuovo Umanesimo e un nuovo Rinascimento.

Ne parlano tutti, non c’è frase mediatica, politica, opinionistica o spot pubblicitario che non contempli le parole del nuovo vocabolario.

Le più gettonate? Rinascita e rigenerazione. Dei valori e del pianeta.

Molte parole, molte idee, molte opinioni, ma il Rinascimento di questo secolo è di là da venire.

Diciamo che bisogna ancora lavorarci. Insieme, altra parola chiave in voga.

Nel frattempo potremmo cercare di capire com’è andata l’altra volta e magari divertirci nel fare un’iperbole comparativa con il Progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente), il Progetto che riguarda il nuovo rapporto tra cibo e suolo.

Torniamo ai tempi della diaspora dell’impero romano: potere, sfarzo e bellezza passano da Occidente a Oriente.

Mentre qui da noi arrivano i barbari e i secoli bui del Medioevo, anche se non tutti sono d’accordo sulla definizione, in quella che oggi si chiama Istanbul si concentrano saggi e sapere. E soprattutto testi.

Opere derivanti dall’epoca classica in cui si trovano gli antichi segreti della medicina, dell’astronomia, dell’architettura, della pittura, della scienza.

Bisanzio chiude i battenti definitivamente, dopo la conquista Ottomana, intorno al periodo in cui in Italia si sviluppa la favolosa corrente, diremmo più esattamente il fiume in piena, del Rinascimento.

Non è una coincidenza.

I sapienti in fuga da Costantinopoli sbarcano nella penisola portando seco i sacri testi, sotto tutti i punti di vista.

Qui succede il miracolo. Menti geniali e fertili sviluppano il sapere classico, ma non lo copiano, bensì lo sviluppano e lo adattano all’esigenza di un uomo moderno, sublimandolo e superando i maestri greci e romani.

Un mondo rigenerato su basi completamente nuove pensato da uomini che hanno reinventato tutto.

In effetti mai nella storia dell’uomo, nel giro di un secolo circa e nel corso di quattro generazioni, cultura, scienza ed economia conobbero uno sviluppo così repentino come nel Rinascimento.

E con Leonardo, Michelangelo e Raffaello l’arte divenne spettacolo.

Fatte le debite proporzioni, il pensiero corre alla missione del Progetto ARCA, poiché esso prende spunto dall’antico sapere contadino e mezzadrile, dimenticato negli anni dell’industrializzazione dell’agricoltura, e intende riprenderlo, riscoprirlo con nuovi occhi, evolverlo e adattarlo ai nostri tempi. E forse anche un po’ più in là.

Passione sì ma anche necessità.

La foto provocatoria con cui si apre questo articolo fa anche da chiusura.

E se fosse davvero possibile che generazioni, ere, esperienze potessero parlare tra loro e capirsi meglio?

La risposta è ovviamente no, ma quello che possiamo fare noi, che in fondo siamo il frutto di ciò che ci ha preceduto a livello genetico, è guardare con una nuova mentalità al passato.

Per rinnovare il futuro.

Massimiliano Montesi



Massimiliano Montesi
massimilianomontesi@yahoo.it
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