La giusta filosofia per affrontare il Coronavirus

In questi giorni così critici e problematici, sembra doveroso condividere alcuni ragionamenti e riflessioni in merito all’atteggiamento e all’approccio che tutti noi dovremmo avere in questa battaglia universale contro un nemico invisibile: il Coronavirus.

Vi invitiamo dunque a prenderla con filosofia, il che non significa minimizzare o fingere che nulla sia cambiato rispetto a prima; significa bensì essere pienamente consapevoli della gravità della situazione e saperla accettare con serenità d’animo. Questo fondamentale concetto della tranquillità dell’animo umano, sul quale hanno scritto bellissime pagine Seneca e Plutarco, ci permette di comprendere come sia decisivo lavorare su noi stessi in un momento storico in cui ci riscopriamo fragili e impotenti di fronte a un evento così improvviso e inaspettato, che assume le sembianze di un virus.

Affinché vi sia accettazione cosciente e non rassegnazione, il confine fra i due stati d’animo è infatti assai labile, sono necessarie consapevolezza critica e conoscenza, che costituiscono i baluardi ai quali fare riferimento e gli unici antidoti possibili contro le disgrazie e le sventure. A tal proposito, sono illuminanti le parole di Galeno, medico e filosofo greco del secondo secolo dopo Cristo: “E’ nobile non affliggersi e sarà esempio primario di grandezza d’animo. L’uomo saggio ricorda a se stesso continuamente le disgrazie che possono accadere; l’uomo bensì non saggio, ma che comunque non vive come una bestia, da ciò che accade quotidianamente viene anche lui incitato alla conoscenza delle cose umane”.

Diversi secoli prima, anche Aristotele, uno dei più illustri progenitori del pensiero filosofico occidentale, aveva evidenziato come nessuno sia immune dalle sciagure, ma, mentre lo stolto crede erroneamente che accadano solo a lui e che non vi sia alternativa alla disperazione, il saggio è consapevole del fatto che le sventure possano colpire tutti e, di fronte alla disgrazia, reagisce elegantemente e con il sorriso, detenendo la rilevante capacità di guardare oltre e di scorgere una situazione futura migliore.

Le acute riflessioni di Aristotele e Galeno sono mirabili esempi di quella saggezza antica, che dobbiamo necessariamente tenere in considerazione e custodire come un tesoro prezioso, a maggior ragione oggi. Non dobbiamo avere timore di attingere ancora una volta alla sapienza dell’antichità, in quanto, come asseriva Martin Heidegger: “Rammemorare l’inizio non è fuga nel passato, ma è disponibilità per l’avvenire”.

La riflessione filosofica serve proprio a ricordarci la precarietà della condizione umana e, al contempo, ci impone di indagare noi stessi, fin negli abissi più profondi e misteriosi del nostro io, per far emergere una sempiterna verità: non tutto dipende da noi e dalla nostra volontà, ma è necessario lottare, con intelligenza e temerarietà, per scovare il lato positivo e trarre il meglio anche dinanzi alle situazioni più avverse e ostili.

Un ultimo pensiero prima di concludere:

E’ vero che il virus ci separa e ci isola, ma come singole entità, mentre ci unisce in un più ampio compito di responsabilità collettiva, in cui ognuno è tenuto a fare la propria fondamentale parte. Ognuno di noi deve sacrificarsi e rinunciare a qualcosa in nome di un bene comune e più grande: Sant’Agostino lo chiamava “male minore”, dal momento che ti permette di raggiungere ed ottenere un bene superiore, che in questo caso consiste non nella salvaguardia del pianeta, bensì dell’umanità stessa.

Lorenzo Romagnoli (Dottore in Filosofia)



Lorenzo Romagnoli
lorenzo.romagnoli27@gmail.com
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