Il contagio delle Fake News

Oltre che dagli attacchi subdoli del Coronavirus, dobbiamo proteggerci, oggi più che mai, dal circolare estremamente contagioso delle fake news.

Le fake news, infatti, hanno da sempre inquinato e contagiato il mondo del web, ma oggi la situazione è particolarmente allarmante, dal momento che, a causa dell’onnipervasività dei social e della maggiore quantità di tempo che le persone, costrette a rimanere nelle loro abitazioni, dedicano a tali strumenti tecnologici, il proliferare di notizie false è incessante e in costante aumento.

Inoltre contribuiscono a minare ulteriormente le nostre certezze, in un periodo storico in cui, a causa del dilagare della pandemia, regnano sovrani il caos e l’instabilità.

Il denunciare pubblicamente tale pericolo diventa quindi un obbligo morale, a maggior ragione per coloro che, come noi, credono nella benefica potenza di una comunicazione che sia sana, autentica e veritiera.

E’ necessario e doveroso interrogarsi su quale possa essere la motivazione che spinge gli ideatori di fake news a crearle, prima ancora che a farle circolare viralmente. Chiaramente è possibile solamente formulare delle ipotesi (plausibili): forse sentono la necessità di saggiare la loro abilità e la loro capacità di realizzare e diffondere una notizia così verosimile e plausibile da essere considerata autentica; forse desiderano svolgere un esperimento e testare la credulità e l’ingenuità del popolo web; forse provano un piacere perverso e diabolico nel riuscire ad ingannare il prossimo.

Dopo aver tentato di immaginare il perché, è bene ora sottolineare come sia decisivo da parte di ognuno il compito, etico e culturale, di controllare e verificare sempre la fonte e non accettare passivamente, supinamente e acriticamente tutto quello che gira sul web.

La falsità e la menzogna devono abdicare di fronte alla seria attendibilità di una qualsivoglia notizia!

Alcuni potrebbero affermare che la verità non può ridursi a mero sinonimo di autenticità e di attendibilità: nel panorama filosofico e letterario infatti sono vari i pensatori, da Platone a Schopenhauer a Leopardi, che hanno aspirato al raggiungimento di una verità suprema, non percepibile tramite gli organi sensoriali, la cui dimora è una realtà intelligibile che trascende la realtà fisica e naturale.

Ma vi è stato anche chi, come Nietzsche, o svariati secoli prima i sofisti, ha sostenuto l’impossibilità di squarciare il velo di Maya e scorgere oltre la siepe la Verità assoluta: le verità, infatti, sono molteplici e parziali e corrispondono alle varie prospettive esaminate e prese in considerazione.

Anche Immanuel Kant, padre fondatore del criticismo, ha etichettato come illogica e irrazionale la pretesa di voler “vedere” oltre la realtà sensibile: possiamo conoscere con certezza solo ciò che siamo in grado di esperire con i cinque sensi.

Senza addentrarci ulteriormente nei meandri della diatriba filosofica, è opportuno evidenziare come nel caso delle fake news sia moralmente giusto e doveroso attenersi ai fatti che possano essere giustificati e legittimati da una fonte seria e attendibile.

Potremmo forse non riuscire a comprendere mai fino in fondo il mistero insondabile e ineffabile della realtà nella sua complessità, ma intanto l’attendibilità e l’autenticità possono costituire i fari in grado di illuminare il nostro accidentato percorso alla ricerca di sicurezza, certezze e stabilità.

D’altronde, come diceva Socrate, una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta!

Lorenzo Romagnoli (Dottore in Filosofia)



Lorenzo Romagnoli
lorenzo.romagnoli27@gmail.com
2 Comments
  • Raffaele Grandoni
    Posted at 15:27h, 09 Aprile Rispondi

    Fa piacere trovare in un blog delle riflessioni profonde e (soprattutto) molto concrete.
    Purtroppo, molto spesso ci si immagina la filosofia come una ricerca delle Verità ultime sull’uomo, su Dio o sulla natura – certo, molto spesso è così. Ma quando leggiamo che “una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”, possiamo anche pensare ad una ricerca che vada oltre le piccole “verità” che di volta in volta ci vengono proposte. Nel caso di questo articolo, una ricerca che ci spinga ad andare oltre le false notizie da cui siamo bombardati (soprattutto in questi giorni) per verificare personalmente i fatti realmente accaduti, per criticare una verità falsa e costruita ad arte per motivi a noi sconosciuti, il più delle volte.
    D’altronde anche il più grande degli scettici, che dubita dell’esistenza di Verità con la V maiuscola, non arriva a negare la verità dei fatti. Allora, ringrazio l’autore per averci ricordato l’importanza di tenere vivo il nostro spirito critico, specialmente in un’epoca dove dilaga la paura e cresce la voglia di lasciarsi guidare.

  • Edoardo Bartolini
    Posted at 17:18h, 19 Aprile Rispondi

    Articolo che tratta un tema molto interessante. I bias cognitivi, così utili nell’evoluzione, possono rivelarsi trappole del pensiero in questi tempi sempre più esposti ad un sovraccarico informativo. Così trovare cause semplici a sistemi complessi e conferme accessibili ai nostri sospetti ci fa sentire più al sicuro. In questo senso, più l’input è articolato e più, anche se in apparenza paradossalmente, le nostre risposte tenderanno ad essere istintive. Agire ‘al buio’ permette ad una specie di sopravvivere più efficacemente, ma ostacola l’individuo nel cammino di ricerca verso la consapevolezza di sé e di ciò che lo circonda

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