Gli “anziani”: patrimonio da tutelare

Nelle ultime settimane in molti hanno preso di mira la fascia della popolazione più anziana, facendo circolare l’assurda e vergognosa idea che, qualora non ci fossero più gli anziani, allora non si dovrebbe temere il Coronavirus.

Piuttosto che un bene da conservare gelosamente e proteggere, gli anziani purtroppo sono stati considerati esclusivamente fonte di pericolo e sono stati etichettati e bollati come inutili.

Gli anziani vengono dunque visti come un problema, da affrontare e risolvere al più presto.

Ma da quali parametri e criteri può scaturire un giudizio del genere?

Dalla risposta a questo interrogativo dipende il grado di civiltà attuale del nostro paese.

Gli unici “valori” che contano, è proprio il caso di usare questo verbo, sono l’efficacia, l’efficienza e la produttività. Ovviamente finalizzati sempre e solo all’incremento costante ed ossessivo del capitale monetario.

In un mondo dominato dalla velocità, dall’informatica, dalla robotica e dalla tecnologia non c’è più spazio per gli anziani, considerati inadatti ed improduttivi, di conseguenza inutili.

Se le premesse sono queste, la conclusione di cui sopra sembra terribilmente logica ed inattaccabile.

Ma proviamo a cambiare prospettiva, sforziamoci di vedere e valutare la realtà con un’altra lente, caratterizzata da valori etici sani quali il rispetto, la solidarietà, la fratellanza, l’amore nel senso più ampio e variegato possibile del termine.

Riusciremmo così a comprendere l’importanza e il ruolo decisivo giocato nelle vite di tutti dai nostri genitori o dai nostri nonni e capiremmo bene come l’età anagrafica sia solo un freddo numero che non può reggere il confronto con l’entusiasmo, la passione e la curiosità sempiterni dei cosiddetti “anziani”.

Nell’immane tragedia causata dalla pandemia possiamo scovare e cogliere un lato positivo solo se siamo in grado di accettare consapevolmente il necessario mutamento imposto alle nostre abitudini, ai nostri standard e ai nostri ritmi vitali frenetici ed insostenibili.

Non dobbiamo commettere l’imperdonabile errore di sacrificare la vita dei nostri cari sull’altare della carriera di successo e del profitto ad ogni costo.

Impariamo a rispettare ed amare gli “anziani”, depositari e custodi delle nostre origini e radici.

Regaliamoci del tempo per ascoltare le loro storie, intrise di esperienze vissute, ricordi, saggezza e tradizioni, che costituiscono il ponte che collega la loro generazione alla nostra.

Non possiamo relegarli in un angolo e rinchiuderli in un cassetto, perderemmo la memoria storica e il nostro stesso passato.

Riscoprire, rinverdire e valorizzare il passato è l’unica chiave per provare ad immaginare e creare un futuro migliore da donare e lasciare in eredità alle generazioni successive.

Infine, anche se qualcuno sembra colpevolmente ignorarlo o trascurarlo, rammentiamo che tutti, prima o poi, diventiamo anziani: si chiama ciclo della vita, che continua a scorrere inesorabile al di là e oltre ogni nostro goffo tentativo di rallentarlo o stravolgerlo.

Lorenzo Romagnoli (Dottore in Filosofia)



Lorenzo Romagnoli
l.romagnoli@arca.bio
1 Comment
  • Anna Maria Janni
    Posted at 20:54h, 19 Novembre Rispondi

    Per cominciare, complimenti per la scelta delle immagini introduttive, quelle foto con i bordi orlati che identificano generazioni passate, quelle che non conoscevano le foto digitali e i vari photoshop e che troviamo nei vecchi album, magari un po’ ingiallite. L’articolo poi restituisce piena dignità a coloro che nella mente di alcune persone non sono più utili solo perché non più produttivi. Sarebbe un errore grandissimo cancellare interi capitoli della nostra storia. La memoria è ciò che ci garantisce di non commettere più gli errori del passato e di preparare un mondo migliore, con quei valori che così bene questo articolo è stato capace di individuare. Da ultimo, prendiamo ispirazione anche dal titolo, che definisce gli anziani un “patrimonio”, una ricchezza da difendere e da tutelare. Per un momento proviamo a ridurre la velocità forsennata del progresso e dell’ottica della produttività a tutti costi e impariamo ad assaporare ogni parola che abbiamo letto in questo meraviglioso articolo….

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